big data

Big Data ed elasticità di prezzo

Anche nella marketing community Italiana sta crescendo la frenesia per i Big Data, sulla scia di quanto già emerso in quella Americana negli anni passati. Purtroppo però all’entusiasmo iniziale non corrisponde un’adeguata determinazione nell’affrontare la complessità logico-analitica che una simile innovazione comporta. I Big Data, peraltro in disordinata circolazione nel nostro mondo già da tempo, possono svelare i tratti “micro” dei comportamenti di vendita e di acquisto. In altre parole, essi spingono l’analisi a livello del singolo punto di vendita, del singolo shopper, utilizzando dati di frequenza giornaliera e addirittura oraria. I cattivi analisti e gli azzeccagarbugli (in americano: “cons”) ri-aggregano questi dati con il calcolo delle grandi medie (intuitive, ma ingannevoli).

I bravi analisti cercano invece di sfruttare queste informazioni dettagliate per comprendere finalmente i comportamenti individuali. Ne discende che al pari della macro-economia distrutta alla base dalle dimostrazioni di Sims, Lucas e della scuola Austriaca, anche il “macro-marketing” non resiste più alle prove che scaturiscono dai Big Data.

wedge

The Wedge & Seward

Degli USA si danno molte interpretazioni e molti giudizi. Tra questi l’idea di un paese che avrebbe fatto dell’individualismo capitalistico il principio ispiratore di un pensiero unico e totalizzante.

Esso guiderebbe la nazione ad espandere aggressivamente l’ideologia del gigantismo e della massificazione consumistica nel mondo intero. In realtà gli USA sono tante cose messe assieme e qualcuno potrebbe sorprendersi apprendendo che proprio l’America continua ad essere la culla di un vasto numero di imprese fondate sul principio solidaristico e antitetico al consumismo ordinario, ed in tempi in cui le forme cooperative europee vivono un loro travaglio prospettico. Soprattutto le coop di consumo americane danno voce alle molte espressioni delle controculture minoritarie (nel nostro caso) alimentari.

pomodoro

Quanto costa un pomodoro?

Proseguendo il nostro discorso sulla relazione qualità/prezzo, una cosa è indubitabilmente certa: un pomodoro con meno di 4,5 B° “l’è trest di mondi” come diciamo noi di Bologna (trad. “è proprio insipido e deludente”). Vero, i Brix non dicono tutto. Tuttavia se anche aggiungiamo una bassa acidità, è difficile trovare attributi positivi per una simile bacca, pur onnipresente nei punti di vendita. (Provare per credere)…

Dunque abbiamo simulato quel che avrebbe ottenuto (qualitativamente) un normale consumatore che avesse acquistato, il 3 novembre 2014, in una serie di super e ipermercati di Milano, dei “Pomodori A Grappolo Da Sugo”.