produce

Painting with produce

The Italian tourist spellbound by the ‘Snow White syndrome” stands transfixed before markets like Au Bon Marché in Paris, Harrod’s in London and La Boqueria in Barcellona, examples all of ” painting with produce “, a novel display technique blending form and function.

Received ideas clothed in clichés offer more comfort than independent thought. The widespread idea that the United States, hated yet loved at the same time, is a country that simply does not know how to appreciate fruit and vegetables as mealtime staples thus serves the self-deceiving view that Italians are, among others in Europe, the experts when it comes to buying and selling fresh produce. In point of fact, however, a closer look at North America’s vast continental marketplace would lead to a very different conclusion…

Pete

Pete Fresh Market e il sogno americano

Pete Fresh Market è l’ennesima, classica espressione di un “American Dream”. James Dremonas è il fondatore di questa catena locale (attualmente di 10 store con circa 1800 dipendenti) che si è inserita nella combattutissima Chicagoland. James, immigrato con la sua famiglia dalla Grecia, dopo l’esperienza avviata, nei primi anni ’70, con il negozio di ortofrutta del padre, aprì, nel 1994, assieme al fratello, un supermercato full-service specializzato ovviamente in prodotti freschi e freschissimi. Era collocato tra la 57th e la Kedzie, e prese il nome di Pete’s Produce a indicare una specializzazione su cui si sarebbero innestate successive, audaci innovazioni.

La Grande Chicago è da sempre un laboratorio d’innovazioni in tema di retail, che ha funto da irresistibile attrattore per ogni insegna. Tuttavia, alcuni leader storici come Jewel Osco e Dominick’s hanno dovuto recentemente, per vari motivi, abbandonare il campo e nuove catene “indipendenti” stanno riempiendo il vuoto da esse lasciato. Pete’s Fresh Market è una di esse ed essendo stata premiata, per la quarta volta, nel 2014 con il “Talk of the Town Awards”, un autorevole osservatorio della distribuzione di Chicago, si può ben dire che stia fieramente contendendo, la leadership della qualità, della varietà alimentare e del servizio al cliente a Mariano, Heinen, Wholefoods…

Fairway

Fairway: l’euforica esaltazione della crapula

L’aria dimessa dell’esterno di Fairway serve ad amplificare l’esplosione interna della più sorprendente esibizione di prodotti alimentari, enfatizzata da una comunicazione immediata. Benvenuti nel “più grande food store del pianeta”. Stiamo entrando in un “contenitore” che narra, nell’atmosfera satura e veridica di un quartiere degradato, una storia sorprendente: il trionfo del cibo autentico in un’America laboriosa, curiosa e ormai lontana dal junk food e, allo stesso tempo, distante anche dai “palati decadenti” della metropoli più ricca e sofisticata del mondo.

food bazaar

Food Bazaar, una casa per realizzare l’american dream

Bogopa è un nome sconosciuto alla nostra business community, e invece nasconde una delle più sorprendenti novità nel campo della distribuzione alimentare statunitense. Questa società gestisce l’insegna Food Bazaar che ha come slogan “My Home Away From Home”. Cerca cioè di rispondere a tutte le esigenze di una famiglia di consumatori legata a una particolare etnia o a uno stile nutrizionale nazionale. Con 80mila referenze, Food Bazaar soddisfa i bisogni di una società multiculturale di immigrati che non vogliono recidere gli ultimi legami con il passato e il Paese d’origine.

Central Market, il tempio del cibo senza confini

Esiste un non plus ultra nella distribuzione alimentare? La mia risposta, dopo essere entrato nel Central Market H-E-B di North Lamarck di Austin (Texas) e in quello di Lovers Lane di Dallas (Tx), è indubbiamente sì. L’idea maturata nella mente di Charles Butt nel 1992, dopo aver acquistato il terreno in Lamarck St., fu di creare un “tempio dell’alimentazione” che, secondo lo spirito texano, non avesse paragoni in America. Settemila metri quadrati dove i clienti possono trovare i migliori prodotti dei vari Paesi del mondo… e soddisfare, oltre all’appetito, anche la curiosità su provenienza e tradizioni.