produce

Painting with produce

The Italian tourist spellbound by the ‘Snow White syndrome” stands transfixed before markets like Au Bon Marché in Paris, Harrod’s in London and La Boqueria in Barcellona, examples all of ” painting with produce “, a novel display technique blending form and function.

Received ideas clothed in clichés offer more comfort than independent thought. The widespread idea that the United States, hated yet loved at the same time, is a country that simply does not know how to appreciate fruit and vegetables as mealtime staples thus serves the self-deceiving view that Italians are, among others in Europe, the experts when it comes to buying and selling fresh produce. In point of fact, however, a closer look at North America’s vast continental marketplace would lead to a very different conclusion…

ordine extra vaganze 2012

7^ edizione di Ordine & Extra-Vaganze – POPAI Italia

L’intervista a Daniele Tirelli, Presidente di POPAI Italia, intervenuto durante la sessione plenaria “Retail Renaissance: how the best retailers strike back at doom and gloom scenarios” – La risposta dei migliori retailer agli scenari pessimistici del mercato – della 7^ edizione di Ordine & Extra-Vaganze, il Convegno annuale organizzato da POPAI Italia l’8 maggio 2012, presso l’Università IULM di Milano.

retail excellence

“Retail Excellence. Luoghi dove vendere è un’arte.” (2008)

“La comunicazione commerciale è la più grande forma d’arte del Ventesimo secolo”. Si può non essere d’accordo con questa citazione di Marshall McLuhan, riportata in questo libro di Daniele Tirelli, un volume che può essere definito un libro d’arte o, ancora meglio, un libro che rappresenta gli esempi più interessanti dell’arte di vendere. Tirelli, profondo conoscitore del mondo del retail, ha percorso migliaia di chilometri in tutto il mondo (in particolare negli Usa), per scoprire le eccellenze nei luoghi di vendita. Scorrendo le pagine di questo libro, in cui il testo si accompagna con foto di centri commerciali, flagship store, negozi specializzati, come l’italiano Eataly, non si può che condividere un’altra citazione riportata nel volume, questa volta di Johann Wolfgang Goethe: “Finché rimaniamo generici chiunque può imitarci, mentre il nostro particolare non può imitarlo nessuno; perché? Perché gli altri non lo hanno vissuto”. Proprio in questo sta la particolarità dei luoghi scelti da Tirelli, nel fatto che sono luoghi che nascono dall’esperienza di chi li ha pensati e che prima, nella propria fantasia, li ha vissuti: è per questo che sono unici e in grado di provocare emozioni in chi li frequenta.

Lo sguardo critico e acuto di Tirelli passa in rassegna l’universo dei valori del retailing: dalla “scenografia” espositiva alla dimensione simbolica e comunicativa del prodotto e del brand, dalla capacità attrattiva e di relazione con il cliente alla funzionalità e capacità di perseguire obiettivi di vendita e profitto, invitando a considerare il punto vendita come generatore di esperienze complesse e vitali per mantenere salda la relazione fra il “mondo delle merci”, il luogo e il valore dell’insegna, il consumatore. Le eccellenze esaminate da Tirelli ci guidano in un percorso esplorativo, unico nel suo genere, che va dalla Stew Leonard (una grande Farm Fresh Food), al Dylan’s Candy Bar di New York (3.000 metri quadrati su tre piani), pensato per la gioia dei golosi con oltre 4.000 referenze di dolciumi dove si rischia di ingrassare solo a guardare, dal Girl Place di Chigago, con tre piani interamente dedicati alle bambole, all’estasi commerciale di Legoland, una vera e propria città costruita con i mattoncini Lego. Tutti luoghi straordinari ed unici che Tirelli ci consente di visitare, almeno con la fantasia.

(Agra Editrice)