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Si può misurare la qualità dell’ortofrutta? Eccome, se si può

Si può misurare la qualità dell’ortofrutta venduta nella gdo? La domanda è imbarazzante, soprattutto in un comparto dove la filiera è davvero lunga.

In occasione del Macfrut 2016, Amagi e il team di Riccardo Guidetti del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università di Milano hanno presentato i risultati di una ricerca riguardante nuovi criteri per la misurazione oggettiva della qualità dell’ortofrutta.

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Nei meloni, è proprio meglio Eurospin

I massimi livelli di dolcezza raggiungibili dal melone retato (Cucumis Melo Reticulatus o Muskmelon in Inglese) sono intorno ai 20° BRIX. I suoi peponidi (i frutti) possono raggiungere il peso di 1,7 kg. Ne esistono di rotondi o allungati. Debbono avere una buccia nodosa, il cui colore vira dal verde al giallo chiaro. Scegliere uno buono per il consumatore non è facile. La consuetudine più diffusa riguarda l’olfatto che rivelerebbe la bontà del melone. Se profumato, il frutto è al giusto grado di maturazione. Se, invece, emana un sentore di etere, la maturazione è troppo avanzata. Nei super e negli ipermercati non dovrebbero esserci dei meloni che odorano di etere …e noi tra il 25 e il 27 Maggio 2015 non ne abbiamo trovati!

Discount e Category Killer

Novembre 1993 – Riflettevo, leggendo un editoriale di Progressive Grocer di qualche mese fa, su una frase che suona pressappoco così: “Verrà un giorno in cui i supermarket ringrazieranno i clubs, WalMart e K-Mart per avere reso più duro il loro cammino”. Mi domandavo cioè, se un giorno anche nel nostro paese vi sarà un riconoscimento dell’utilità, sia per il mondo della distribuzione che per quello dell’industria, del ruolo che sta svolgendo attualmente la minaccia (quantitativamente ancora insignificante) portata dai discount e dai cosiddetti “category killers”.

Credo che un tale giorno, vista l’ondata emotiva che il fenomeno sta suscitando in tutto il mondo del marketing, sia lontano. Eppure alla luce dei dati internazionali più recenti che Nielsen sta raccogliendo e filtrando, non si può negare che l’ambiente che ruota attorno ai consumi privati delle famiglie stia rapidamente prendendo coscienza che, a parte gli eventi propriamente politici, il tempo delle grandi scelte commerciali e produttive indotte dall’allargamento degli scambi internazionali sia venuto. Per chi, come Nielsen, può godere di un osservatorio privilegiato la visione del cambiamento di attitudine verso le regole di mercato, che si è manifestato dalla fine del 1991 in poi, è stupefacente. Quasi nessuno oggi nelle discussioni relative alle prospettive congiunturali ripropone con convinzione le vecchie affermazioni circa la diversità dell’ Italia.

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Le informazioni di filiera nell’ortofrutta?

Daniele Tirelli, presidente di Amagi, non ha dubbi: il consumatore non conosce le varietà di frutta e verdura italiane. Ha in mente la merceologia, ma poi si perde nelle definizioni varietali e fa confusione, oltre a dimenticarsele. Eppure la tecnologia sta dando un contributo sempre più importante al miglioramento delle coltivazioni, sottolinea Riccardo Guidetti, docente dell’Università Statale. Stanno migliorando le strumentazioni, le tecniche di raccolta dei dati e quindi le informazioni a disposizione della business community e del consumatore. Sulle informazioni il balzo in avanti è e sarà davvero importante.

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Fresh Point: il ruolo della GDO nella building demand di F&V

“Occorre ripensare un ruolo della Gdo per diffondere una cultura ortofrutticola nei consumatori”. Per Daniele Tirelli, presidente di Popai Italia, c’è un problema informativo a monte. I consumatori di ortofrutta italiani non conoscono, se non sommariamente, i prodotti che acquistano. Tra le motivazioni di questo gap culturale, una su tutte, ci sarebbe il distacco, per la maggior parte di loro, dalla vita di campagna. – Intervista di Fresh Point Magazine.

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Intervista a Daniele Tirelli: Il consumatore vuole informazione

L’informazione del consumatore è asimmetrica, dipende dagli interessi di ciascuno di noi. La vita urbana è distante dalla vita della campagna e della terra e quindi noi non conosciamo i nomi dei prodotti dell’ortofrutta, dice Daniele Tirelli, presidente di Amagi a RetailWatch. Manca, quindi, una cultura generale e particolare, soprattutto nell’ortofrutta.

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Pete Fresh Market e il sogno americano

Pete Fresh Market è l’ennesima, classica espressione di un “American Dream”. James Dremonas è il fondatore di questa catena locale (attualmente di 10 store con circa 1800 dipendenti) che si è inserita nella combattutissima Chicagoland. James, immigrato con la sua famiglia dalla Grecia, dopo l’esperienza avviata, nei primi anni ’70, con il negozio di ortofrutta del padre, aprì, nel 1994, assieme al fratello, un supermercato full-service specializzato ovviamente in prodotti freschi e freschissimi. Era collocato tra la 57th e la Kedzie, e prese il nome di Pete’s Produce a indicare una specializzazione su cui si sarebbero innestate successive, audaci innovazioni.

La Grande Chicago è da sempre un laboratorio d’innovazioni in tema di retail, che ha funto da irresistibile attrattore per ogni insegna. Tuttavia, alcuni leader storici come Jewel Osco e Dominick’s hanno dovuto recentemente, per vari motivi, abbandonare il campo e nuove catene “indipendenti” stanno riempiendo il vuoto da esse lasciato. Pete’s Fresh Market è una di esse ed essendo stata premiata, per la quarta volta, nel 2014 con il “Talk of the Town Awards”, un autorevole osservatorio della distribuzione di Chicago, si può ben dire che stia fieramente contendendo, la leadership della qualità, della varietà alimentare e del servizio al cliente a Mariano, Heinen, Wholefoods…

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Daniele Tirelli: oltre il prezzo, la qualità a 360°

Novembre 2014. Daniele Tirelli spiega in questa intervista a RetailWatch i prezzi non rappresentano necessariamente la qualità. E’ il buying, la concorrenza fra negozi vicini, i servizi, la fedeltà all’insegna a permettere ad ogni consumatore di fare il proprio pricing.

Le regole della micro-economia, riviste e adattate al reparto ortofrutta dei supermercati, uno dei reparti più critici della grande distribuzione.