consumo

Democrazie di consumo schiacciate da un mercato globale senza regole

Un mercato enormemente più ampio e davvero selvaggio ha inglobato il nostro, creando asfissia in molti settori che tentavano di operare secondo le logiche del “consumatore sovrano”.

In tempi di cosiddetto “pensiero unico” la ricerca delle distinzioni è importante. Agli studenti sensibili alle premesse concettuali dello studio del marketing propongo sempre una distinzione fondamentale. L’ambiente in cui questa disciplina si trova a operare non è sempre lo stesso. La differenza da cogliere con chiarezza è quella tra socialdemocrazie e “democrazie dei consumatori”. L’Europa e l’Italia sono socialdemocrazie di fatto. Infatti, i programmi riformisti dei socialisti dei primi anni del ‘900 (scuole, ferrovie, poste, ospedali di stato, regimi privilegiati per la cooperazione, integrazione dei sindacati nella vita economica, imposte progressive ecc.) sono stati tutti realizzati oltre ogni speranza dei nostri bisnonni. Solo l’obiettivo della riduzione del debito pubblico (i bisnonni sapevano bene a chi sarebbe toccato pagarlo) è stato clamorosamente mancato.

comparazione prezzi

Poche le referenze in comparazione

Comparazione di prezzo? Una persona normale (con tutta la buona volontà e il tempo a disposizione) non può stabilire su basi oggettivamente razionali quale insegna è “più conveniente”. Certo. È fermamente convinta di saper scegliere il negozio “giusto”, ma la sua conoscenza dei prezzi è solo una “fuzzy subjective perception” che dipende da ciò che un’insegna è capace di trasferirgli e in termini d’immagine. Non è conveniente quel che è conveniente, ma quello che è pensato essere conveniente.

Su scala ben più rilevante, Ludwig Von Mises lo dimostrò nel 1920, all’avvio del folle disegno della pianificazione comunista predicendo il caos pianificato nel quale effettivamente il regime si sarebbe dissolto, dopo decenni di enormi sprechi e sofferenze. Il sistema dei prezzi è per definizione inconoscibile e il libero mercato è l’unico processo efficiente inventato dall’umanità civilizzata per operare una sua continua esplorazione.

Distrattamente angosciati da un mercato saturo

Il largo consumo vive la sua crisi, inconsapevole dei punti di non ritorno raggiunti. Il mutamento è strutturale: mercati saturi e progresso tecnologico fuori controllo. L’istinto spinge
la distribuzione a tagliare i prezzi. L’industria segue a fatica rinunciando ad accrescere il valore simbolico dei prodotti rispetto a quello d’uso. Alle ondate di sconti ‘selvaggi’ ne seguiranno
altre ancor più violente.