meloni

Nei meloni, è proprio meglio Eurospin

I massimi livelli di dolcezza raggiungibili dal melone retato (Cucumis Melo Reticulatus o Muskmelon in Inglese) sono intorno ai 20° BRIX. I suoi peponidi (i frutti) possono raggiungere il peso di 1,7 kg. Ne esistono di rotondi o allungati. Debbono avere una buccia nodosa, il cui colore vira dal verde al giallo chiaro. Scegliere uno buono per il consumatore non è facile. La consuetudine più diffusa riguarda l’olfatto che rivelerebbe la bontà del melone. Se profumato, il frutto è al giusto grado di maturazione. Se, invece, emana un sentore di etere, la maturazione è troppo avanzata. Nei super e negli ipermercati non dovrebbero esserci dei meloni che odorano di etere …e noi tra il 25 e il 27 Maggio 2015 non ne abbiamo trovati!

informazioni

Le informazioni di filiera nell’ortofrutta?

Daniele Tirelli, presidente di Amagi, non ha dubbi: il consumatore non conosce le varietà di frutta e verdura italiane. Ha in mente la merceologia, ma poi si perde nelle definizioni varietali e fa confusione, oltre a dimenticarsele. Eppure la tecnologia sta dando un contributo sempre più importante al miglioramento delle coltivazioni, sottolinea Riccardo Guidetti, docente dell’Università Statale. Stanno migliorando le strumentazioni, le tecniche di raccolta dei dati e quindi le informazioni a disposizione della business community e del consumatore. Sulle informazioni il balzo in avanti è e sarà davvero importante.

boqueria

La Boqueria: il food display parla catalano

Vendere (visivamente) alimentari freschi è un’arte difficile che mezzo secolo di trionfi dei prodotti confezionati ha, nel nostro Paese, ha quasi azzerato. Esiste tuttavia una città, Barcellona, che ha conservato, esaltandola, quest’arte. Nella capitale catalana opera con crescente successo un “istituzione” secolare ben nota ad un enorme pubblico di turisti internazionali: La Boqueria, il “Louvre” di quel che chiamiamo oggi food display.

ciliegie

Nelle ciliegie è meglio Esselunga

Abbiamo assaggiato le ciliegie Kordia (Cal. 34 e 22 °Brix) di “Mark & Spencer” a Londra e le Rainier (25 °Brix) vendute da “The Fresh Approach” un supermercato di South Miami (FL). Abbiamo dunque un benchmark per un confronto con ciò che troveremo tra poche settimane a Milano e in Italia. Paradossalmente ci muoviamo da consumatori in un paese vocato a questa coltivazione, ma che evidenzia anche alcune contraddizioni al proposito.

La ciliegia è divenuta un frutto “di lusso” che, ancor più di quelli “esotici”, è destinato a chi l’apprezza davvero e a chi può spendere. È un prodotto per il quale la qualità fa premio rispetto alla mera convenienza di prezzo.

albicocche

Nelle albicocche meglio Esselunga

A breve appariranno sui display dei supermercati e degli ipermercati le albicocche: un frutto difficilissimo da offrire a livelli di eccellenza. Forse per questo motivo, il pubblico italiano ignora cosa sia “un’eccellente albicocca”. Non conosce neppure quale sia la stagionalità della produzione nostrana poiché, grazie all’alternarsi di decine di varietà (ma ce ne sono diverse centinaia!) di diversa provenienza, l’offerta si estende da fine maggio sin quasi a settembre. Il nome della varietà non compare quasi mai nel signage del display dei super e degli ipermercati e questo, a nostro avviso, è un errore dei retailer Italiani.

Per i consumatori Italiani, ignoranti in tema di frutta, un’albicocca è insomma semplicemente un’albicocca. Ciò detto, giudicare la qualità oggettiva delle albicocche vendute sfuse sul punto di vendita non è semplice.

Meglio Carrefour nell’uva Italia

Tutti parlano di qualità alimentare. Tanti la rapportano al prezzo. Pochi si arrovellano sul cosa questo termine sottenda realmente. Il complesso ragionamento sulla qualità oggettiva dell’ortofrutta nella Grande Distribuzione sviluppato da Amagi riprende con un’analisi riferita a un prodotto apparentemente più facile di altri: l’Uva Bianca Italia.