Grecia

Grecia e default: il “Pianto Greco” – parte 2

Curiosando su Internet ci si può imbattere in questo grafico che riassume la durata e il numero dei default in cui sono incorse varie nazioni durante due secoli di storia. La Grecia è al primo posto. Per 48+5 anni su 215, si è trovata in questa situazione critica. Prima dell’entrata nell’UE i vari default hanno causato situazioni socio-politiche molto più drammatiche di quelle attuali. La solidarietà europea è stata infatti molto più ampia e concreta di quel che scrivono i giornali. Com’è possibile che tutto questo sia accaduto? Leggiamo in un numero di Newsweek di luglio 2015, alcune interessanti annotazioni.

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Banche e pianto Greco: lamenti e giaculatorie

“Gli aiuti alla Grecia sono andati alle banche tedesche”. “Noi paghiamo le pensioni dei greci”. “No! Noi paghiamo le banche tedesche, e di questi soldi i greci non sentono neanche l’odore” questa è la deduzione intelligentissima di un leader politico di grande notorietà. È fondamentale perché dimostra che l’Economia Politica non è e non sarà mai una “scienza”. Infatti il pensiero economico è costituito da un sapere che non sedimenta, che non progredisce in base a “leggi” provate.

Spesa pubblica: imparare da Estonia e Latvia

Di euforia in euforia il personaggio del giorno, dopo Draghi, è il giovane Alexis Tsipras, il nuovo Houdini che promette di far scappare la Grecia dalle catene e dalla gabbia in cui l’hanno rinchiusa la Troika, gli euroburocrati e la “finanza”. Il suo progetto, però, è talmente risibile che generalmente non supera la semplice domanda che rivolgo ai miei interlocutori (e a lei che legge): “Sarebbe disposto a investire tutti i SUOI risparmi nei titoli di stato greci emessi in questo nuovo corso?”.

Se risponde NO, le conclusioni sono tratte. La semplice ineludibile premessa per uno stato con un debito insolvibile e un rating S&P di B tendente al CCC+, è: “come ottenere un’ingente, continua massa di denaro fresco da reinvestire in spesa corrente e opere pubbliche per tacitare il popolo esasperato?”

Euro vs Dollaro: chi ci guadagna?

Siamo consapevoli del divario del costo della vita reale in Europa e in USA? Le fluttuazioni euro-dollaro si rivelano più vantaggiose per gli USA che per noi. E il peso di un euro “forte” diventa per i nostri retailer sempre più grande.