Prezzi

Prezzi – Altroconsumo: rileggiamo la ricerca

Non stupisce che tra tante divagazioni “statistiche” dei giornali estivi vi siano quelle che vanno dalla lunghezza delle tartarughe nelle varie nazioni sino a quelle sulla “convenienza” nelle varie insegne di super e ipermercati italiani. Proviamo a rileggere in modo critico e scientifico la ricerca annuale di Altroconsumo, pubblicata di recente sulla convenienza delle insegne della Gdo nei vari canali di vendita.

80 euro

Sicuri che gli 80 euro siano andati nel PIL?

Il risvolto politico degli 80 euro è relativo. Quello scientifico riferibile all’economia dei consumi merita invece attenzione. I giornali estivi hanno dato ampio spazio a una ricerca che ha misurato l’impatto sul PIL 2014 degli 80 euro mensili percepiti da chi ha un reddito tra 8mila e 26mila euro e che anticipa quello del 2015.

recessione

Recessione? Un collasso economico che parte da lontano

Non stiamo vivendo una recessione, ma una stagnazione irreversibile, a cui si può porre rimedio solo se il processo di creazione della ricchezza (ovvero della crescita del reddito prodotto) riprende secondo logiche diverse da quelle attuali. La giustificazione ideologica per sostituire il libero mercato con il monopolio pubblico venne dalla divulgazione di un keynesismo all’italiana che partiva dall’identità contabile, inventata dall’economista americano Simon Kuznets: PIL = consumi + investimenti + spesa pubblica.

prodotto interno lurido

Dal PIL al… Prodotto Interno Lurido?

“Siamo passati dal Prodotto Interno Lordo al Prodotto Interno Lurido!” è una battuta di Maurizio Gasparri che (politica a parte), a me, è piaciuta. L’aggiunta al PIL di 15 miliardi in più di “economia del malaffare”, dopo i 185 dell’economia sommersa di craxiana memoria, dovrebbe costituire un altro palliativo alle statistiche dissestate del sistema produttivo Italiano…

consumo

Democrazie di consumo schiacciate da un mercato globale senza regole

Un mercato enormemente più ampio e davvero selvaggio ha inglobato il nostro, creando asfissia in molti settori che tentavano di operare secondo le logiche del “consumatore sovrano”.

In tempi di cosiddetto “pensiero unico” la ricerca delle distinzioni è importante. Agli studenti sensibili alle premesse concettuali dello studio del marketing propongo sempre una distinzione fondamentale. L’ambiente in cui questa disciplina si trova a operare non è sempre lo stesso. La differenza da cogliere con chiarezza è quella tra socialdemocrazie e “democrazie dei consumatori”. L’Europa e l’Italia sono socialdemocrazie di fatto. Infatti, i programmi riformisti dei socialisti dei primi anni del ‘900 (scuole, ferrovie, poste, ospedali di stato, regimi privilegiati per la cooperazione, integrazione dei sindacati nella vita economica, imposte progressive ecc.) sono stati tutti realizzati oltre ogni speranza dei nostri bisnonni. Solo l’obiettivo della riduzione del debito pubblico (i bisnonni sapevano bene a chi sarebbe toccato pagarlo) è stato clamorosamente mancato.

grilli

NRF2015: i grilli di ExoFoods. Oh!

Il Big Show dell’NRF è luogo dove si avverte sempre la tensione psicologica e l’euforia che nasce dalla sensazione di osservare ciò che in tema di retail è sulla “frontiera” dell’innovazione. Tuttavia non tutti i manager sono predisposti a cogliere e ad accogliere il “nuovo” se l’ambiente non ne ha ancora decretato il successo.

conigli

L’on. Brambilla e le multe sui conigli

Marzo 2015. A chi mi chiede che tipo di consumatore sono, rispondo che mi considero un “decadent consumer”. Ciò vuol dire che ho assaggiato, tra l’altro, la cavia in Perù; serpente, scolopendra, stella marina e scorpione (reale!) a Pechino (coi bachi da seta non ce l’ho fatta); alligatore e nutria in Florida; cammello, zebra, struzzo, coccodrillo e antilope a Nairobi; bisonte, cervo, camoscio e canguro in Francia (comprati da Carrefour); testicoli di toro in Spagna, ma anche riccio porcospino, folaghe, rane, e lattume (testicoli) di tonno in Italia. Confesso di aver rifiutato (per ragioni igieniche) di bere, in Kenia, lo “smoothie” dei Masai, fatto di sangue fresco e latte cagliato (con qualche goccia d’urina). Venendo da Parma sono però ghiotto, come (quasi) tutti i miei concittadini di “caval pist” (macinato di cavallo ovviamente crudo).

Queste e altre esperienze le ho raccontate nel mio libro “Pensato e Mangiato”, dove spiego come i tabù alimentari siano il primo grande ostacolo alla modernità e all’integrazione multietnica e multireligiosa.

deflazione

Non chiamatela “Deflazione”

Febbraio 2015. È triste assistere alla banalizzazione dei più elementari concetti di economia, è molto triste. Prendiamo l’idea alla moda: la DEFLAZIONE (dal latino: deflare=sgonfiare). Il suo contrario: INFLAZIONE, divenne, per la prima volta, una voce del Webster American Dictionary, nel 1864. Il termine sottintendeva l’eccessiva creazione di MONETA. Fu poi adattato ai prezzi, o meglio, agli indici di prezzo, solo negli anni ’20, grazie all’influenza del discusso economista Irving Fisher, (inventore di un indice che porta il suo nome).