meloni

Nei meloni, è proprio meglio Eurospin

I massimi livelli di dolcezza raggiungibili dal melone retato (Cucumis Melo Reticulatus o Muskmelon in Inglese) sono intorno ai 20° BRIX. I suoi peponidi (i frutti) possono raggiungere il peso di 1,7 kg. Ne esistono di rotondi o allungati. Debbono avere una buccia nodosa, il cui colore vira dal verde al giallo chiaro. Scegliere uno buono per il consumatore non è facile. La consuetudine più diffusa riguarda l’olfatto che rivelerebbe la bontà del melone. Se profumato, il frutto è al giusto grado di maturazione. Se, invece, emana un sentore di etere, la maturazione è troppo avanzata. Nei super e negli ipermercati non dovrebbero esserci dei meloni che odorano di etere …e noi tra il 25 e il 27 Maggio 2015 non ne abbiamo trovati!

big data

Big Data ed elasticità di prezzo

Anche nella marketing community Italiana sta crescendo la frenesia per i Big Data, sulla scia di quanto già emerso in quella Americana negli anni passati. Purtroppo però all’entusiasmo iniziale non corrisponde un’adeguata determinazione nell’affrontare la complessità logico-analitica che una simile innovazione comporta. I Big Data, peraltro in disordinata circolazione nel nostro mondo già da tempo, possono svelare i tratti “micro” dei comportamenti di vendita e di acquisto. In altre parole, essi spingono l’analisi a livello del singolo punto di vendita, del singolo shopper, utilizzando dati di frequenza giornaliera e addirittura oraria. I cattivi analisti e gli azzeccagarbugli (in americano: “cons”) ri-aggregano questi dati con il calcolo delle grandi medie (intuitive, ma ingannevoli).

I bravi analisti cercano invece di sfruttare queste informazioni dettagliate per comprendere finalmente i comportamenti individuali. Ne discende che al pari della macro-economia distrutta alla base dalle dimostrazioni di Sims, Lucas e della scuola Austriaca, anche il “macro-marketing” non resiste più alle prove che scaturiscono dai Big Data.

informazioni

Le informazioni di filiera nell’ortofrutta?

Daniele Tirelli, presidente di Amagi, non ha dubbi: il consumatore non conosce le varietà di frutta e verdura italiane. Ha in mente la merceologia, ma poi si perde nelle definizioni varietali e fa confusione, oltre a dimenticarsele. Eppure la tecnologia sta dando un contributo sempre più importante al miglioramento delle coltivazioni, sottolinea Riccardo Guidetti, docente dell’Università Statale. Stanno migliorando le strumentazioni, le tecniche di raccolta dei dati e quindi le informazioni a disposizione della business community e del consumatore. Sulle informazioni il balzo in avanti è e sarà davvero importante.

carne

Nella carne, il vero sconosciuto è il cliente

“Sa perché è difficile parlare di rapporto Qualità/Prezzo nella carne?” domanda Daniele Tirelli, presidente di Amagi. Perché il vero sconosciuto è il consumatore. Uno studio vero sui comportamenti, i criteri di valutazione ancora non è stato fatto. Si ragione e parla, quindi, per stereotipi.

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Fresh Point: il ruolo della GDO nella building demand di F&V

“Occorre ripensare un ruolo della Gdo per diffondere una cultura ortofrutticola nei consumatori”. Per Daniele Tirelli, presidente di Popai Italia, c’è un problema informativo a monte. I consumatori di ortofrutta italiani non conoscono, se non sommariamente, i prodotti che acquistano. Tra le motivazioni di questo gap culturale, una su tutte, ci sarebbe il distacco, per la maggior parte di loro, dalla vita di campagna. – Intervista di Fresh Point Magazine.

consumatore

Intervista a Daniele Tirelli: Il consumatore vuole informazione

L’informazione del consumatore è asimmetrica, dipende dagli interessi di ciascuno di noi. La vita urbana è distante dalla vita della campagna e della terra e quindi noi non conosciamo i nomi dei prodotti dell’ortofrutta, dice Daniele Tirelli, presidente di Amagi a RetailWatch. Manca, quindi, una cultura generale e particolare, soprattutto nell’ortofrutta.

consumo

Democrazie di consumo schiacciate da un mercato globale senza regole

Un mercato enormemente più ampio e davvero selvaggio ha inglobato il nostro, creando asfissia in molti settori che tentavano di operare secondo le logiche del “consumatore sovrano”.

In tempi di cosiddetto “pensiero unico” la ricerca delle distinzioni è importante. Agli studenti sensibili alle premesse concettuali dello studio del marketing propongo sempre una distinzione fondamentale. L’ambiente in cui questa disciplina si trova a operare non è sempre lo stesso. La differenza da cogliere con chiarezza è quella tra socialdemocrazie e “democrazie dei consumatori”. L’Europa e l’Italia sono socialdemocrazie di fatto. Infatti, i programmi riformisti dei socialisti dei primi anni del ‘900 (scuole, ferrovie, poste, ospedali di stato, regimi privilegiati per la cooperazione, integrazione dei sindacati nella vita economica, imposte progressive ecc.) sono stati tutti realizzati oltre ogni speranza dei nostri bisnonni. Solo l’obiettivo della riduzione del debito pubblico (i bisnonni sapevano bene a chi sarebbe toccato pagarlo) è stato clamorosamente mancato.

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Daniele Tirelli: oltre il prezzo, la qualità a 360°

Novembre 2014. Daniele Tirelli spiega in questa intervista a RetailWatch i prezzi non rappresentano necessariamente la qualità. E’ il buying, la concorrenza fra negozi vicini, i servizi, la fedeltà all’insegna a permettere ad ogni consumatore di fare il proprio pricing.

Le regole della micro-economia, riviste e adattate al reparto ortofrutta dei supermercati, uno dei reparti più critici della grande distribuzione.

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Nelle arance meglio Carrefour, nelle clementine meglio Iper

Si direbbe che lo sport più popolare nella nostra business community sia l’arrampicata … sugli specchi. Diversi lettori avanzano l’obiezione che misure oggettive come Brix° e PH non siano sufficienti per valutare correttamente la qualità dell’ortofrutta comunemente offerta dai nostri canali distributivi di massa. Vero. Tutto ha un limite. Il problema di avere un metro di giudizio per l’offerta simultanea del medesimo prodotto deperibile in tanti punti di vendita però resta. L’alternativa di un’analisi sensoriale, semplicemente non è fattibile.