Retail Experience

“Retail Experience in USA” (2013)

I luoghi del commercio vivono una sorprendente e rapida evoluzione in molteplici direzioni; non rispondono infatti alle sole esigenze di una crescente funzionalità, ma anche a quelle di un’estetica sempre più complessa, raffinata ed accattivante. Architetti, designer e decorator sono impegnati nello sforzo continuo di realizzare luoghi memorabili e stupefacenti entro i quali si compie lo scambio rituale tra le grandi marche e i loro clienti. La “cultura alta” vede spesso questi punti di vendita come espressione della “degenerazione consumistica”. Uno studio serio della “cultura popolare” vi rintraccia, invece, una densa significazione simbolica del mondo attuale, che permette di comprenderlo meglio e più a fondo. Dunque, ogni realtà commerciale presentata costituisce una riflessione dell’autore che la contestualizza precisamente nell’ambiente sociale ed economico in cui è nata e si è sviluppata. Studiare le forme del commercio richiede una propensione a viaggiare, a ricercare, a vivere in prima persona questi luoghi, al pari di un biologo che in una foresta vuole decifrare i cicli vitali che vi si sviluppano. Il lettore potrà quindi percepire l’atmosfera rarefatta dell’ultra-lusso del Crystals di Las Vegas o quella giocosa del Mall of America, ma anche quella shabby della pizzeria Di Fara (a Brooklyn) o di Katz nel cuore di Manhattan. (IBS)

Quest’opera propone il senso della scoperta stupefatta delle grandi cattedrali del consumo o di piccole realtà commerciali uniche nel loro genere: punti di vendita del commercio americano a loro modo memorabili. Una fonte di ispirazione per tutti coloro che si occupano e lavorano del retail contemporaneo. (Franco Angeli)

Digital Signage

“Digital Signage. L’immagine onnipresente.” (2009)

La prima opera completa sul Digital Signage. Un saggio per ordinare un insieme di conoscenze specialistiche e in rapidissima evoluzione: nell’universo caotico delle nuove tecnologie, legate alla comunicazione verbale e visiva, si profila una stupefacente convergenza che conduce alla creazione di media ibridi più efficaci di quelli tradizionali. (Popai)

Il digital signage è una forma di pubblicità, anche nota come segnaletica digitale: avvisi pubblicitari digitali, videoposter o cartellonistica digitale, i cui contenuti vengono mostrati ai destinatari attraverso schermi elettronici o videoproiettori. Il libro collega l’analisi dell’estetica di questo nuovissimo media agli aspetti finanziari e tecnologici. Un testo per chi opera nel mondo della pubblicità e della promozione, ma anche per i manager delle imprese che investono nel marketing e nella pubblicità delle loro marche. (Franco Angeli)

retail excellence

“Retail Excellence. Luoghi dove vendere è un’arte.” (2008)

“La comunicazione commerciale è la più grande forma d’arte del Ventesimo secolo”. Si può non essere d’accordo con questa citazione di Marshall McLuhan, riportata in questo libro di Daniele Tirelli, un volume che può essere definito un libro d’arte o, ancora meglio, un libro che rappresenta gli esempi più interessanti dell’arte di vendere. Tirelli, profondo conoscitore del mondo del retail, ha percorso migliaia di chilometri in tutto il mondo (in particolare negli Usa), per scoprire le eccellenze nei luoghi di vendita. Scorrendo le pagine di questo libro, in cui il testo si accompagna con foto di centri commerciali, flagship store, negozi specializzati, come l’italiano Eataly, non si può che condividere un’altra citazione riportata nel volume, questa volta di Johann Wolfgang Goethe: “Finché rimaniamo generici chiunque può imitarci, mentre il nostro particolare non può imitarlo nessuno; perché? Perché gli altri non lo hanno vissuto”. Proprio in questo sta la particolarità dei luoghi scelti da Tirelli, nel fatto che sono luoghi che nascono dall’esperienza di chi li ha pensati e che prima, nella propria fantasia, li ha vissuti: è per questo che sono unici e in grado di provocare emozioni in chi li frequenta.

Lo sguardo critico e acuto di Tirelli passa in rassegna l’universo dei valori del retailing: dalla “scenografia” espositiva alla dimensione simbolica e comunicativa del prodotto e del brand, dalla capacità attrattiva e di relazione con il cliente alla funzionalità e capacità di perseguire obiettivi di vendita e profitto, invitando a considerare il punto vendita come generatore di esperienze complesse e vitali per mantenere salda la relazione fra il “mondo delle merci”, il luogo e il valore dell’insegna, il consumatore. Le eccellenze esaminate da Tirelli ci guidano in un percorso esplorativo, unico nel suo genere, che va dalla Stew Leonard (una grande Farm Fresh Food), al Dylan’s Candy Bar di New York (3.000 metri quadrati su tre piani), pensato per la gioia dei golosi con oltre 4.000 referenze di dolciumi dove si rischia di ingrassare solo a guardare, dal Girl Place di Chigago, con tre piani interamente dedicati alle bambole, all’estasi commerciale di Legoland, una vera e propria città costruita con i mattoncini Lego. Tutti luoghi straordinari ed unici che Tirelli ci consente di visitare, almeno con la fantasia.

(Agra Editrice)

dentro i consumi

“Dentro i Consumi. Teorie & luoghi comuni.” (2007)

Lo studio molto approfondito di pochi aspetti dei processi del consumo conduce sempre a conclusioni affette da un’evidente mancanza di realismo. Esiste, infatti, uno scarto apparentemente incolmabile tra le logiche che guidano le decisioni individuali e quelle attribuibili al comportamento aggregato. Quest’ultimo è, a sua volta, il principale riferimento per le politiche economiche delle varie istituzioni. Tutti, economisti e sociologi, hanno quindi l’obbligo di conoscere reciprocamente almeno i presupposti dei rispettivi approcci.

pensato e mangiato

“Pensato e Mangiato: il cibo nell’immaginario degli italiani” (2006)

“Un viaggio nel cibo, ma non per trattorie e osterie come propongono numerose guide, ma attraverso il pensiero sviluppato in 14 tappe/capitoli. Dal cibo come espressione culturale al cibo magico, dalle diete ai cibi della “salute”, dall’alimentazione vegetariana agli Ogm, dalle paure legate al cibo alle speranze (o illusioni) in esso riposte, dal “meticciamento” del cibo ai prodotti tipici, non c’è aspetto che non venga indagato in profondità. Daniele Tirelli non dà nulla per scontato, anzi punta a smascherare luoghi comuni e falsi miti, spesso diffusi dal tam tam mediatico delle innumerevoli trasmissioni televisive e dei servizi sulla stampa periodica e quotidiana dedicati al cibo e all’alimentazione, la cui quantità è sovente inversamente proporzionale alla qualità. Un libro pieno di aneddoti e curiosità, ma anche di analisi approfondite che si basano su ricerche condotte dallo stesso Tirelli, per molti anni vicepresidente di AC Nielsen.” (IBS)

cronodizionario dei consumi

“Il Cronodizionario dei Consumi. Le date e i fatti del mondo dei consumi dal 1200 ad oggi.” (2002)

Quando è nata la Coca Cola? Quanti anni ha la lavatrice? Il fascinoso mondo dei consumi ordinato per settori d’interesse e analizzato anno per anno tra Settecento e Novecento. L’unica piccola enciclopedia del settore con testi di Ernesto Illy, Ugo Volli, Philippe Daverio, Aldo Colonetti e Daniele Tirelli. (LibreriaUniversitaria.it)

Dal tofu alla nutella, una maneggevole enciclopedia dei prodotti d’uso, quando e dove sono nati, con tavole sinottiche per scoprire cosa succedeva nel frattempo nel mondo. Divertentente e arguto, ma soprattutto utile. In varie maniere e per molti scopi. Il Crono dizionario dei Consumi, edito da Editrice Compositori nel maggio 2004, è davvero una geniale intuizione di Daniele Tirelli, che in questa preziosa e agile opera ripercorre ottocento anni attraverso i marchi e i prodotti d’uso più importanti che hanno caratterizzato (in tutti i sensi) il quotidiano dell’umanità. Si parte dal 1212 quando il tofu fu introdotto dalla Cina in Giappone, per arrivare alle griffe e ai must dei giorni nostri. Il tutto in una narrazione essenziale, da vocabolario, ma è il tipo di argomento scelto a intrigare il lettore, che difficilmente si fermerà alla consultazione, rapito dalla curiosità di scoprire quanto il suo immaginario è rapportato realmente al concatenarsi storico dell’immissione nel mercato (e quindi nella storia quotidiana) di prodotti e generi ormai di uso quotidiano. E se, ma solo a un primo approccio, viene la voglia di considerare in qualche modo l’opera all’antitesi del celebre “No logo”, la consultazione di questo agile volumetto, rende il paragone inutile, fuori contesto. (Giovanni Ballerini)