L’agroalimentare al tempo della crisi

L’agroalimentare è un settore di punta della nostra economia, ma si trova anch’esso a fare i conti con “la crisi”. Crisi che induce i consumatori italiani a compiere scelte di acquisto più legate al prezzo che alla qualità. Ma il ragionamento è meno scontato di quel che può apparire inizialmente. Il prezzo, infatti, corrisponde a sua volta alla qualità. Non solo, ma riflette anche il soddisfacimento delle esigenze che in campo alimentare stanno diventando sempre più sofisticate. Ecco come:

In un momento economico in cui la domanda sta cambiando è indispensabile che l’offerta dell’industria si adatti e capisca questa effettiva necessità. L’alimentazione infatti ci aiuta a sopravvivere e a farci vivere meglio. “Spesso ringraziamo il buon Dio per non averci evitato malattie come il tumore o il diabete ma non sempre siamo coscienti che è ciò che immettiamo nel nostro organismo ad aiutarci in questo – sottolinea con molta chiarezza il Prof. Michele Carruba, Direttore del Centro di Studio e Ricerca sull’Obesità dell’Università degli Studi di Milano – prima di tutto dobbiamo imparare a mangiare, che non significa solo ridurre la quantità di calorie, ma individuare e analizzare gli errori alimentari e correggerli uno per volta in modo da modificare le abitudini alimentari”. Partendo dalla frase americana “more brain than sweat”, il Prof. Daniele Tirelli dell’Università IULM di Milano, ha sottolineato che attraverso una comunicazione persuasiva ed emotiva si può riuscire ad avvicinare maggiormente il produttore al consumatore. “Occorre, senza rinunciare alle tecniche ben note, spostare l’attenzione sui contenuti di qualità e di servizio effettivi al consumatore. Di fronte ad un mutamento di equilibrio tra segmenti della società, ad una revisione dei meccanismi di protezione sociale e un’enfasi alle logiche di maggior responsabilità individuale i consumatori manifestano un ritorno ad un grande realismo, cioè una più attenta valutazione del reale price for value”.

ShareEmail this to someoneShare on LinkedInTweet about this on TwitterShare on Google+Share on FacebookPrint this page