olio italiano

“Valori e valore dell’olio italiano” – intervento di Daniele Tirelli

Il consumatore, pur manifestando una maggiore consapevolezza circa lo stretto rapporto che esiste tra alimentazione e salute, non ha ancora sufficienti conoscenze per scegliere un “buon olio”. Lo conferma una recente ricerca quantitativa sui consumatori di olio, condotta da Daniele Tirelli, Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. “I consumatori italiani” ribadisce Tirelli “sebbene motivati in primo luogo dal prezzo, in virtù delle dilaganti promozioni, cominciano in una parte consistente a richiedere gusto e qualità. L’a cquisto sempre più preponderante nelle catene di distribuzione moderna ne condiziona ovviamente il rapporto qualità-prezzo, pur sussistendo una componente non trascurabile del mercato soddisfatta dall’acquisto nei frantoi. La natura di “commodity” dell’olio d’oliva ha fatto sì che la sua cultura di consumo sia fortemente distorta e penalizzata da una serie di stereotipi. Idee sbagliate e preconcette relative ad esempio alla “prima spremitura” o alla “spremitura a freddo” sono indice della grande distanza tra frantoio e consumatore. Questa scarsissima e spesso erronea conoscenza puo’ e deve essere corretta e arricchita di quei valori che appartengono solo all’Italia e che hanno gia’ fatto la fortuna del vino italiano nel nostro paese e all’estero”.