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Nella carne, il vero sconosciuto è il cliente

“Sa perché è difficile parlare di rapporto Qualità/Prezzo nella carne?” domanda Daniele Tirelli, presidente di Amagi. Perché il vero sconosciuto è il consumatore. Uno studio vero sui comportamenti, i criteri di valutazione ancora non è stato fatto. Si ragione e parla, quindi, per stereotipi.

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Fresh Point: il ruolo della GDO nella building demand di F&V

“Occorre ripensare un ruolo della Gdo per diffondere una cultura ortofrutticola nei consumatori”. Per Daniele Tirelli, presidente di Popai Italia, c’è un problema informativo a monte. I consumatori di ortofrutta italiani non conoscono, se non sommariamente, i prodotti che acquistano. Tra le motivazioni di questo gap culturale, una su tutte, ci sarebbe il distacco, per la maggior parte di loro, dalla vita di campagna. – Intervista di Fresh Point Magazine.

POPAI: creative new directions for retail trade growth

Conversing, listening and weighing our words sometimes let us grasp just how subtly nuanced the register of pleasure produced by language is pitched. It’s something that finds me agreeing to an extent with Theodore Zeldin when he asserts in Conversation. How Talk Can Change Our Lives that some conversations let us feel caught up in the spiraling whirlwind that changes the course of events. A good case in point is a recent conversation, which was really supposed to be an interview, with Daniele Tirelli in Milan. It was in actual fact a profitable exchange that made me realise how instructive an experience new ways of putting things can be.

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Intervista a Daniele Tirelli: Il consumatore vuole informazione

L’informazione del consumatore è asimmetrica, dipende dagli interessi di ciascuno di noi. La vita urbana è distante dalla vita della campagna e della terra e quindi noi non conosciamo i nomi dei prodotti dell’ortofrutta, dice Daniele Tirelli, presidente di Amagi a RetailWatch. Manca, quindi, una cultura generale e particolare, soprattutto nell’ortofrutta.

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Daniele Tirelli (Popai) sul successo (e la retorica) del cibo italiano nel retail internazionale

In margine al convegno Internazionalizzazione: nuove opportunità distributive per un mercato sempre più globale, organizzato da Popai Italia in collaborazione con Tuttofood e Ice alla fiera dell’alimentare chiusa da pochi giorni, abbiamo posto alcune domande a Daniele Tirelli, presidente dell’associazione che si occupa di retail a 360°. Tirelli, grande conoscitore delle dinamiche dei rapporti tra distribuzione e industria e del mondo distributivo internazionale, in particolare americano, risponde ad alcune domande sul tema del successo del cibo italiano a livello internazionale e smonta quella che si potrebbe definire la retorica dell’export, ricordando che bisogna sempre confrontarsi con il mercato globale e con i suoi assiomi.

Perché un prodotto che in Italia ha una sua riconoscibilità, in un altro mercato rappresenta una specialità che poi va comunicata e supportata con adeguati azioni di marketing in uno stretto rapporto con i retailer.

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Daniele Tirelli: oltre il prezzo, la qualità a 360°

Novembre 2014. Daniele Tirelli spiega in questa intervista a RetailWatch i prezzi non rappresentano necessariamente la qualità. E’ il buying, la concorrenza fra negozi vicini, i servizi, la fedeltà all’insegna a permettere ad ogni consumatore di fare il proprio pricing.

Le regole della micro-economia, riviste e adattate al reparto ortofrutta dei supermercati, uno dei reparti più critici della grande distribuzione.

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L’agroalimentare al tempo della crisi

L’agroalimentare è un settore di punta della nostra economia, ma deve fare anch’esso i conti con la crisi. Crisi che induce i consumatori italiani a compiere scelte di acquisto più legate al prezzo che alla qualità.

Ma il ragionamento è in realtà meno scontato di quel che può apparire inizialmente. Il prezzo, infatti, corrisponde a sua volta alla qualità. Non solo, ma riflette anche il soddisfacimento delle esigenze che in campo alimentare stanno diventando sempre più sofisticate. Daniele Tirelli spiega come.

crisi

La crisi prepara il nuovo?

Il 16 dicembre 2010 presso il WJC – World Join Center, Via Achille Papa 30, Milano – i membri del Comitato Scientifico di POPAI Italia si sono riuniti per dar vita a un libero confronto sul retail italiano rispetto allo scenario internazionale. Sei esperti di settore si sono incontrati per dibattere sulle sorti del retail nel prossimo decennio, sei differenti contributi a sottolineare la visione multi-prospettica del convegno, in linea con lo spirito che contraddistingue POPAI.

“Una cosa è certa: la dicotomia che tanto piace alla nostra community, beni necessari vs. beni superflui, è svuotata di significato dalla continua mutazione sociale. Esistono solo beni e servizi più o meno elastici al reddito e al prezzo. Ne discende che certe voci di consumo, al di là della patina ideologica che li circonda, danno contributi diversi alla ripresa dopo la recessione a causa della loro reattività differenziata. Dunque sono proprio le voci maggiormente sensibili alle variazioni di reddito che andrebbero stimolate.” (di Daniele Tirelli)