Johnny Rockets

Le note nostalgiche di Johnny Rockets

Il sottile, impalpabile filo della nostalgia è il tema che percorre diverse insegne della ristorazione, le quali cercano di tradurla nei tratti caratterizzanti la loro offerta di prodotti e menu assolutamente normali. Si tratta di un’operazione molto curiosa che sfrutta componenti altamente simboliche nell’ambito della cultura popolare. Tra queste insegne c’è Johnny Rockets, una catena di fast food centrata sull’offerta di hamburger, che conta attualmente oltre 200 punti di ristoro in una buona parte degli stati del Nord America.

The News Room, Minneapolis

The News Room è un caffè-ristorante di grande atmosfera che può ospitare sino a 300 clienti seduti. Sfrutta il fascino del vecchio giornalismo com’era inteso nel XX secolo e predispone, grazie ai suoi interior, un cameo ucronico di grande effetto per chi vi entra per la prima volta. Coloro che vi si soffermano per un drink o per consumare un pranzo rapido possono, infatti, passare in rassegna i grandi eventi della storia mondiale che rivivono attraverso le pagine magnificate dei grandi quotidiani che decorano le pareti.

Stew Leonard’s, genuino come dal contadino

Stew Leonard offre infatti (come risulta dall’affissione a grandi lettere dell’entrata): Farm Fresh Food. Da questo semplice principio discendono tutti gli altri aspetti che caratterizzano il luogo: l’idea che gli alimenti offerti transitino direttamente dal produttore al consumatore, cosicché la catena si “sente in obbligo” di svolgere i vari processi di trasformazione e preparazione sotto gli occhi del cliente che accede al punto di vendita.

Gelson’s, un supermarket in doppio petto

Pur essendo frequentata dai ricchi consumatori della California del sud e dalle star hollywoodiane, è costume della direzione non spendere troppe risorse in comunicazione. Essere il supermercato che in termini di qualità dei prodotti, della pulizia, dell’ordine e dello spirito di servizio non teme confronti è la missione perseguita sin dall’anno di fondazione, il 1951. Tutto questo si è tradotto in una serie di affermazioni e di dimostrazioni che sarebbero imbarazzanti per altri retailer.

Hershey’s, espressione artistica dell’architettura commerciale

Nel caso del rapporto tra consumatore e oggetto di consumo, nulla rende l’idea di questa relazione meglio del punto di vendita di Hershey’s di Manhattan, in Times Square. Questa cattedrale consumistica disegnata dalla Jga di Southfield (Michigan) riassume tutto quello che il marketing è andato predicando, peraltro inascoltato, ad aziende che sembrano fatalmente regredire verso lugubri logiche fordiste e semplificatrici, per le quali ciò che conta è il prodotto sempre uguale a se stesso e la concorrenzialità del prezzo. Questa factory del cioccolato alimenta un’esplosione di allegria che si diffonde attraverso il flusso continuo delle sue immagini riprodotte in tutto il mondo.